mercoledì 6 luglio 2016

Referendum abrogrativo



Ieri mattina in Consiglio Regionale è stata bocciata l’ammissibilità della proposta di referendum abrogativo della Riforma Sanitaria targata Serracchiani-Telesca. La decisione era stata demandata all’aula dopo che l’Ufficio di Presidenza non ha raggiunto l’unanimità nella decisione.
A nulla, purtroppo, sono valsi gli sforzi dei Comitati promotori e di tutti quei cittadini che convintamente hanno firmato la richiesta – le sottoscrizioni raccolte in questa prima fase sono state oltre 2500 quando ne bastavano appena 500 – anche ad Artegna, dove ci siamo impegnati a raccogliere le firme, che in pochi giorni sono state davvero tantissime e per questo è giusto ringraziare tutti coloro che hanno dato il proprio contributo.
Alla fine il Pd (più qualche aiuto) ha fatto quadrato e la richiesta di referendum non è passata. Tutta la maggioranza infatti (Pd, Sel e Cittadini) ad esclusione del consigliere Stefano Pustetto (Sel e da sempre critico nei confronti della Riforma) ha votato per l’inammissibilità del quesito referendario. Mentre l’opposizione, con Fi, Ln, Misto Ar e Fdi ha votato compattamente per l’ammissibilità. Posizioni particolari, che preferiamo non commentare, quelle dei consiglieri Cargnelutti e Colautti (Ncd) che non hanno partecipato al voto e quella del consigliere Barillari (Misto) che ha votato insieme alla maggioranza.
L’amarezza è tanta, anche perché quanto successo ieri – sono stati bocciati anche altre due proposte di referendum, una abrogativa della famigerata legge 26/2015, quella istitutiva delle Uti e una propositiva, per istituire due province autonome Friuli e Trieste sul modello Trento e Bolzano -  è la conferma che la maggioranza regionale non vuole ascoltare i cittadini. Non l’ha fatto prima di presentare le riforme, non l’ha fatto durante e non lo stano facendo nemmeno ora che a gran voce il popolo friulano chiede di poter dire la sua. La maggioranza ha perso l’occasione di dare la parola ai cittadini, che finalmente attraverso questi strumenti stanno provando a riavvicinarsi alla vita pubblica e politica. Un sintomo evidente di una malattia che sta affliggendo la Giunta regionale da tempo, l’arroganza politica.

venerdì 1 luglio 2016

INFORMARTEGNA

Da fine aprile nella ex Casa Anziani di via Menis sono ospitati 9 richiedenti asilo.
In merito alla loro presenza ed al loro arrivo, ufficialmente non ci siamo mai espressi anche perché va detto che a riguardo nessuno da parte dell’Amministrazione ci ha mai chiesto quale fosse la nostra opinione. Sull’argomento, molto complesso e che va al di là del contesto paesano, avremmo senz’altro potuto fare una facile polemica. Volutamente non l’abbiamo fatto; ma ora riteniamo sia doveroso cominciare a fare un po’ di chiarezza per i cittadini arteniesi. Anzitutto la messa a disposizione degli alloggi è stata una decisione esclusiva del Sindaco che ovviamente ne ha facoltà in quanto democraticamente eletto. Non sappiamo se, perlomeno, il primo cittadino si sia consultato con la sua maggioranza; ma poco importa: noi siamo stati informati a decisione presa! Prima di noi, però sull’argomento sarebbe stato fondamentale sentire la popolazione ed in questo caso non possiamo non mettere in evidenza i metodi utilizzati per informare i cittadini: il giorno prima dell’arrivo viene diramato nei locali pubblici un avviso, poi dopo due mesi con tempismo tutt’altro che svizzero viene organizzata una serata pubblica informativa. È evidente che il coinvolgimento dei cittadini nella vita amministrativa non rappresenta una priorità per il Sindaco e la sua Giunta.
Siamo stati presenti durante la serata informativa gestita dal primo cittadino e dai soggetti terzi che si occupano dei richiedenti asilo nel frattempo arrivati nel numero di 5 anche in un alloggio privato. A nostro avviso la serata, tardiva, è stata deludente; gli enti che si occupano dei richiedenti asilo hanno snocciolato numeri ed informato privi di documentazione lasciando forti dubbi ai pochi cittadini che hanno fatto qualche domanda. Amministrare un comune secondo noi deve essere occasione di ascolto e confronto continuo con la popolazione ed in questo caso tutto ciò è mancato.

Sulla riforma regionale degli enti locali purtroppo dobbiamo esprimere una forte preoccupazione. Attualmente Artegna è collocata nell’Uti Alto Friuli alla quale hanno aderito anche Trasaghis e Venzone mentre Gemona, Montenars e Bordano sono rimasti fuori. In consiglio comunale abbiamo dato parere contrario su questa Uti (unione territoriale) in quanto unisce comuni non confinanti tra loro, privi pertanto di quella continuità territoriale determinante per condividere progetti di questo tipo.

Infine, quando leggerete questo articolo, sarà già stata presa in Consiglio Regionale una decisione
sul referendum abrogativo della riforma sanitaria, proposta che abbiamo sostenuto e per la quale abbiamo raccolto le firme. Ci auguriamo che l’Aula si esprima sull’ammissibilità, poiché riteniamo che su temi così importanti dare la parola ai cittadini sia fondamentale.
Il Capogruppo Alessandro Marangoni


lunedì 20 giugno 2016

CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE

Lunedì 20 giguno 2016 ore 18.30, presso la Sala Consiliare del Municipio di Artegna, convocazione del Consiglio Comunale.

1-Lettura ed approvazione verbali relativi alle deliberazioni assunte dal Consiglio comunale nella seduta del 28/04/2016;

2-Espressione di parere sulla delibera n.2 del 30/05/2016 dell’Assemblea dell’Unione Territoriale Intercomunale del Gemonese  “Approvazione Bilancio di Previsione 2016";

3-Espressione di parere sulla delibera n.3 del 30/05/2016 dell’Assemblea dell’Unione Territoriale Intercomunale del Gemonese  “ Modifiche allo Statuto dell’Ente”;

4-Comunicazioni del Sindaco.

sabato 11 giugno 2016

Serata informativa

Presso il Centro Polifunzionale in Artegna, lo scorso 27 maggio
  il gruppo "Artigne in Comùn " ha organizzato una serata di incontro con i suoi simpatizzanti e sostenitori .

A due anni dalle ultime elezioni si è voluto fare un primo bilancio  valutativo della situazione comunale e del lavoro svolto dal gruppo.












Il capogruppo A. Marangoni ha informato, assieme ai consiglieri G. Mitri e C. Errico,  su i vari argomenti inclusi nel volantino che segue.
Una animata discussione  ha poi conluso il dibattito che si è creato con e tra i numerosi presenti.

"ARTIGNE IN COMUN"   e' sempre assieme a Te! E cresce grazie a Te!

lunedì 2 maggio 2016


In attesa dell’ennesima modifica della legge regionale 26/2014, istitutiva delle Uti, al netto del pasticcio normativo che questa ha provocato, a fine del 2015 la Giunta regionale ha deliberato il documento nominato Piano delle Fusioni 2016, riguardante gli enti locali. Nel Piano, la Regione ha fornito ipotesi di fusione tra vari comuni, con l’intento di accorpare gli enti ottimizzando l’utilizzo di risorse e servizi. Al comune di Artegna erano state date due possibilità, la prima era la fusione con Magnano in Riviera, la seconda con Montenars. In merito ci siamo espressi durante la conferenza capigruppo ribadendo ciò che abbiamo sempre sostenuto ed in passato concretamente perseguito, ovvero che in tema di fusioni Artegna debba, vista la contiguità e l’omogeneità, cercare di unirsi al comune di Magnano anche se un occhio di riguardo, secondo noi, andava tenuto anche nei confronti di Montenars. La delibera regionale prevedeva la possibilità di proposte provenienti dagli stessi comuni: la nostra era di unire i comuni di Artegna, Magnano e Montenars formando un ente di quasi 6000 abitanti che non avrebbe avuto grosse difficoltà a garantire i servizi ai propri abitanti. 
Se Montenars ha già deciso di guardare verso Gemona, con Magnano invece la partita è ancora aperta. Riguardo Montenars va detto comunque, che il tutto avrebbe potuto andare diversamente se il nostro Sindaco assieme alla sua Giunta avesse espresso un interesse verso il piccolo comune che sta proprio sopra al nostro, la cui popolazione gravita su Artegna per molti aspetti. 

Per quanto riguarda la Riforma Sanitaria Regionale, con particolare riferimento alla conversione del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Michele in punto di Primo Intervento, oramai già avvenuta, e sulla futura chiusura prevista per il reparto di Medicina ci stiamo continuando ad impegnare presenziando e sostenendo tutte le manifestazioni promosse dai Comitati in difesa del (di fatto ex) Ospedale di Gemona. Ci mobiliteremo naturalmente per sostenere la campagna referendaria con l’intento di abrogare questa Riforma Sanitaria a nostro parere iniqua che accorpa i servizi nei grandi centri togliendoli alle periferie.

Nel mese di novembre 2015 avevamo interrogato il Sindaco e la sua Giunta sul ritardo negli interventi alle viabilità di via Chiamuzzacco, al tratto che collega Piazza Marnico a via Montenars e alla strada di accesso all’Asilo Mons. Castellani. Avevamo ricevuto risposta scritta dove si puntualizzava che la fine degli interventi doveva avvenire entro i primi 2 mesi del 2016. Prendiamo atto che ad oggi (la data in cui scriviamo questo articolo è il 30 marzo) i lavori, annunciati più volte già nel corso del 2015 (soprattutto in via Chiamuzzacco) non sono ancora iniziati. Speriamo che questo nostro ennesimo richiamo contribuisca finalmente a dare l’inizio dei lavori! 


Il Capogruppo Alessandro Marangoni      

Relazione sul bilancio di previsione 2016 del gruppo Artigne in Comùn

  

                                                                                                  Artegna 28-04-2016       

Relazione sul bilancio di previsione 2016 del gruppo Artigne in Comùn 


Non è stato facile quest’anno analizzare il bilancio di previsione in quanto, come sappiamo, le nuove normative che tutti gli enti locali devono adottare cambiano sostanzialmente gli schemi del documento. Sperando che, in futuro la lettura del bilancio da parte nostra diventi più fluida e immediata, non possiamo non sottolineare come nel tempo ci sembra evidente una tendenza sempre più votata ad un aumento della burocrazia sia nel numero dei documenti sia nella loro consistenza a discapito di una parola tanto usata ma assai poco applicata ovvero la semplificazione.

Oltre alla nuova contabilità ci sono diversi aspetti che modificano il bilancio.
Per quanto riguarda le entrate tributarie (IMU, IRPEF, TARI, Tasi ecc..) il cui totale compreso nel titolo I in previsione è di 919.987,00€ (nel 2015 la voce era di 1.141.556,00€) vi è una differenza in difetto di 221.569,00€ determinata dal fatto che la TASI sulla prima casa, per la legge di stabilità nazionale 2016, è stata eliminata rimanendo invece attiva per le seconde case e terreni edificabili; oltre ad essa, sempre per gli stessi motivi, è stata tolta l’Imu sui terreni agricoli che nel 2015 era presente a bilancio per 2 annate ovvero il 2014 ed il 2015. Questi sono i motivi della diminuzione delle entrate tributarie. 
Sulla Tasi (Servizi Indivisibili) va fatto un piccolo ragionamento; essa in realtà doveva servire a compensare in parte l’extra gettito IMU (circa 209.000€). Togliendo la TASI sulla prima casa che, per il comune di Artegna si attesta sui 115.000€, la Regione dovrebbe compensare diminuendo lo stesso extra gettito della stessa cifra portandolo a 94.000€. Auguriamoci che tale previsione venga confermata, anche se in merito ci è sembrato di capire non ci dovrebbero essere motivazioni contrarie.         
Passando alle spese ci sembra un bilancio in linea con il precedente per quanto riguarda i servizi, i contributi alle associazioni culturali, mentre vediamo finalmente un aumento più volte auspicato e richiesto dal nostro gruppo (da 3900,00€ a 8000,00€) per le associazioni sportive. Ci sembra un buon riconoscimento visto il lavoro svolto dalle suddette associazioni che oltre ad operare nel mondo giovanile hanno anche l’onere di mantenere in buono stato gli impianti sportivi.
 I principali lavori pubblici da realizzare nel 2016 ci sembrano chiari e già da tempo conosciuti. Ci auspichiamo che le opere programmate (manutenzione straordinaria palestra, manutenzione plesso scolastico, manutenzione centro sociale) e finanziate con contributi provinciali e regionali vedano finalmente la loro realizzazione. Nutriamo invece grosse perplessità sul piano triennale; innanzitutto troviamo in gran parte delle opere previste la scritta “CONTRBUTO ALTRI ENTI” sulla voce finanziamenti. Sarebbe bello in tal caso riuscire a capire a quali enti ci si riferisce pensando di formulare le richieste di contributo ed a quali leggi si fa, si è fatto o si farà riferimento. Tutto ciò è importante sia per capire il numero delle domande fatte sia per evidenziare il conseguente riscontro positivo o negativo. Fatto così, come osservato già gli anni scorsi il piano ci sembra piuttosto utopistico e soprattutto non ci da una chiara idea di programmazione relativamente a ciò che l’Amministrazione intende fare.

Tornando sul bilancio che nel suo complesso presenta una previsione inferiore rispetto al 2015, la situazione ci sembra reale se andiamo a fare un confronto con il precedente esercizio; non va esclusa in ogni caso una operazione di equilibrio estiva sia per ciò che riguarda l’imminente consuntivo 2015 sia per altre evoluzioni che possono succedere in questi mesi. A tal proposito ricordiamo che il budget dell’A&T2000 è ancora provvisorio (verrà approvato in maggio) e potrebbe mutare.  Per quanto riguarda la documentazione di bilancio in generale sarà importante renderla il più semplice e comprensibile possibile sia per la lettura dei consiglieri sia per la lettura da parte dei cittadini. Ci sono infatti, a nostro parere troppe voci generiche non chiare che richiedono spesso per un consigliere un chiarimento sui dettagli con l’ufficio competente mentre per un cittadino che magari non consulta gli uffici comunali diventano non comprensibili.
 L’anno scorso in questa fase ci eravamo lasciati dicendo che:     AlNel corso dell’annata sarà inoltre importante capire che effetti avrà per il bilancio futuro la nuova UTI in cui Artegna è stata collocata, soprattutto per quanto riguarda la programmazione e la gestione all’interno dell’ente con particolare riferimento al personale e ad un piano territoriale di sviluppo in grado di unire i vari comuni del comprensorio con l’obbiettivo di fare crescere il territorio. momento come sappiamo le nuove UTI, a causa di un vero pasticcio che sta generando le legge regionale 26-2014 non sono partite, o meglio stanno partendo senza molti comuni o addirittura totalmente prive di senso come nel caso della nostra. E’ evidente infatti che non può aver alcun senso un legame tra i comuni di Artegna, Trasaghis e Venzone con cui peraltro Artegna nemmeno confina se non quello di salire in una carrozza al momento priva di cavalli. Nel frattempo il nostro comprensorio ed il nostro comune stanno soffrendo delle situazioni sempre più contingenti; leggendo le pagine 10 e 11 del DUP (Documento Unico di Programmazione Semplificato) non può non balzare all’occhio una problematica che il nostro comune deve affrontare in maniera prioritaria ovvero il calo delle nascite, l’invecchiamento della popolazione con il conseguente calo demografico che nel tempo sarà un fattore inevitabile. Il problema c’è e va affrontato a 360° condividendolo con l’intero comprensorio; pensiamo che tale calo sia dovuto si alla crisi economica e quindi una grande attenzione va riservata al mondo del lavoro, ma oltre a questo un fattore determinante è senz’altro la mancanza di servizi per la Famiglia ad un costo accessibile e la mancanza di attenzioni nei confronti delle donne sempre più in difficoltà a conciliare famiglia e  lavoro. 
Questo è un tema in cui secondo noi l’intero consiglio si deve impegnare nel futuro, trovando le adeguate voci di bilancio e condividendo progetti volti a riprendere perlomeno un tasso di natalità sufficiente a riequilibrare quello dei decessi. Agendo su ciò, assieme ad una politica comprensoriale condivisa ed aperta a Fusioni logiche (con Magnano in Riviera), in comprensori omogenei, si potrà dare continuità e migliorare strutture e servizi del nostro territorio.   

venerdì 4 dicembre 2015

REFERENDUM CONSULTIVO

LA CASA DELLE ASSOCIAZIONI

La “casa delle associazioni” che il Sindaco ha dichiarato di voler istituire durante l’ultimo consiglio comunale ristrutturando il Poliambulatorio è a nostro parere un progetto troppo costoso ed allo stesso tempo non prioritario per la nostra Comunità. Durante l’ultima seduta consiliare siamo venuti a conoscenza che la maggioranza ha deciso di impegnare circa 11.000€ per un progetto preliminare che prevede la ristrutturazione dell’edificio. L’ipotesi fatta dal primo cittadino è che il costo complessivo dell’operazione, per la quale si ricercherà contributi, si attesti tra 900.000€ e 1.000.000€. Su tutto ciò secondo noi è doveroso porsi dei quesiti: perché si è deciso di impegnare una cifra veramente notevole per un progetto preliminare da affidare ad un professionista esterno non coinvolgendo invece i tecnici comunali? (ricordiamo che il progetto preliminare per la ristrutturazione del Castello Savorgnan venne fatto dall’arch. Fasone responsabile dell’area Tecnico Urbanistica del Comune); da cosa nasce questa improvvisa volontà di ristrutturare questo edificio proponendo addirittura che il complesso, oltre ad ospitare i medici, diventi la dimora delle associazioni? Ci risulta che solo un’associazione abbia lì la propria sede, mentre gran parte delle altre ce l’hanno già. Vi sono inoltre in altre sedi altri spazi di cui poter usufruire. Oltre a questo siamo davvero convinti che la miglior soluzione sia quella della ristrutturazione? Purtroppo dobbiamo precisare che il nostro coinvolgimento su questa scelta esclusiva da parte del Sindaco e della Maggioranza è stato nullo. Non c’è stato alcun confronto se non in seduta consiliare, ma a decisioni già prese. L’argomento ci sembra molto importante e merita un dibattito vero sia per il ruolo del consiglio sia per la popolazione che in futuro si ritroverà a sostenere una parte dei costi per l’intervento e, in seguito gli oneri di gestione. Per questo, evitando inutili litigi con una Maggioranza che rifiuta il confronto, stiamo pensando che la strada migliore e più democratica sia quella di coinvolgere i cittadini attraverso incontri pubblici e non escludiamo eventualmente la strada del “Referendum Consultivo” previsto dallo Statuto Comunale. È nostra volontà infatti dare la parola alla popolazione per capire se i cittadini di Artegna vogliono che il Poliambulatorio venga ristrutturato con un investimento di tale entità diventando poi la “Casa delle Associazioni”.




La Consulta Giovanile si è ufficialmente insediata e questo oltre ad essere un orgoglio per il nostro gruppo in quanto proponente del progetto è senz’altro un vero arricchimento per l’intera comunità. Ringraziamo i giovani per la partecipazione e ci mettiamo a completa disposizione per supportarli nelle loro attività. Assieme a loro la comunità cresce! Un sincero Augurio di Buone Feste a tutti.
Il Capogruppo Alessandro Marangoni      

lunedì 23 novembre 2015

CONSIGLIO COMUNALE

Giovedì 26 novembre

  CONSIGLIO COMUNALE



Per il giorno giovedì 26 novembre è stato convocato il Consiglio Comunale. In particolare, in un primo momento, alle ore 19, vi sarà la seduta congiunta del Consiglio Comunale e del Consiglio Comunale dei Ragazzi, con quest'ultimo che illustrerà le attività svolte negli ultimi mesi. 
A seguire, dalle ore 20, si terrà il Consiglio Comunale consueto che riguarderà principalmente la nomina dei membri della Consulta Giovanile e l'assestamento al bilancio di previsione 2015. 
Si invita, come sempre, la popolazione a parteciparvi.
Sala consiliare del Municipio di Artegna.

giovedì 19 novembre 2015

Interrogazione in merito ai lavori in via Chiamuzzacco e via Montenars


Artegna, 04/11/2015



Alla C.A. del Sig. Sindaco del Comune di Artegna

e P.C.
Alla Giunta Comunale
Al Segretario Comunale




Oggetto: interrogazione in merito ai lavori previsti in via Chiamuzzacco e via Montenars

I sottoscritti consiglieri Alessandro Marangoni, Giovanni Mitri e Claudia Errico ai sensi dell’art. 27 del “Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale di Artegna” interrogano il Sindaco riguardo all’argomento in oggetto.

Egr. Sig. Sindaco,

in merito ai lavori in oggetto annunciati più volte (in particolare via Chiamuzzacco) e ribaditi con apposita variazione di bilancio nel consiglio del 16 luglio (delibera n.25 del 2015);

premesso che i lavori annunciati si rendono necessari da tempo;

visto che al momento nulla stato ancora fatto, le chiediamo:

-che tipologia di interventi verrà realizzata su via Chiamuzzacco e via Montenars? Si prega di specificare separatamente la tipologia di lavoro ed anche gli importi previsti;
-in che tempistiche si prevede di realizzare gli interventi? Si prega di essere il più precisi possibile.
In merito a quanto richiesto gradiremmo ricevere nei tempi previsti cortese risposta scritta.

Cordiali saluti.
Alessandro Marangoni
Giovanni Mitri

Claudia Errico                                 



mercoledì 18 novembre 2015

SI E’ COSTITUITA LA CONSULTA GIOVANILE

SI E’ COSTITUITA LA CONSULTA GIOVANILE

La nostra proposta diventa realtà!
Ci auguriamo che la data del 12 novembre 2015 sia per il nostro comune davvero importante!
Con soddisfazione abbiamo assistito con i nostri consiglieri alla prima Assemblea dei Giovani dai 14 ai 22 anni del nostro comune. La partecipazione non è stata massiccia ma, e questo va sottolineato, è stata sicuramente buona. I giovani hanno ascoltato il progetto riguardante la nascita della prima Consulta Giovanile ad Artegna. Al termine della presentazione c’è stato un piccolo dibattito a cui ha fatto seguito l’elezione della Consulta. Sono stati eletti nove ragazzi (il massimo possibile); a loro va il nostro augurio di buon lavoro. Con la loro presenza e la loro disponibilità hanno già reso il nostro pese più bello e daranno sicuramente un grande contributo per la crescita dell’intera comunità.
Nella prossima seduta di Consiglio Comunale, previsto per il 26 novembre, la consulta verrà ufficializzata e verranno resi noti tutti i nominativi che la compongono.
Auguri ragazzi!

Interrogazione e risposta sul funzionamento dell’illuminazione pubblica


Artegna, 04/11/2015



Alla C.A. del Sig. Sindaco del Comune di Artegna

e P.C.
Alla Giunta Comunale
Al Segretario Comunale


Oggetto: interrogazione sul funzionamento dell’illuminazione pubblica

I sottoscritti consiglieri Alessandro Marangoni, Giovanni Mitri e Claudia Errico ai sensi dell’art. 27 del “Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale di Artegna” interrogano il Sindaco riguardo all’argomento in oggetto.

Egr. Sig. Sindaco,

da alcuni mesi riceviamo segnalazioni riguardanti il mal funzionamento dell’illuminazione pubblica in alcuni punti. In particolare ci è stato segnalato il mal funzionamento in via Gemona, via Sottocastello, la rotonda tra via Guarnerio-via Gemona-via Monte Quarnan-via Villa e la frazione di Sornico anche se in generale sembra che il problema riguardi anche diverse altre zone.

Premesso che su tutti i punti luce è stata effettuata la sostituzione delle vecchie lampade con le nuove schede led e che per questo pensavamo si trattasse di un normale periodo in cui si rendesse necessaria l’ottimizzazione degli impianti con la nuova tecnologia;

visto il perdurare del problema le chiediamo:

-come mai questi disservizi si continuano a verificare?
-dal momento dell’installazione delle nuove lampade ci sono state già delle sostituzioni?
-in caso affermativo, quante sostituzioni si sono rese necessarie e chi ha provveduto a sostituire le lampade guaste?
-ci sono stati dei costi per la sostituzione?

In merito a quanto richiesto gradiremmo ricevere nei tempi previsti cortese risposta scritta.

Cordiali saluti.
Alessandro Marangoni
Giovanni Mitri

Claudia Errico        

sabato 24 ottobre 2015

UTI del Gemonese:il gruppo Artigne in Comùn contrario!

Leggiamo spesso in questi giorni sul Messaggero Veneto articoli riguardanti i giudizi dei vari consigli comunali sulle U.T.I.. Purtroppo il Messaggero Veneto si dimentica sempre di Artegna o meglio delle minoranze di Artegna, evidentemente nella nostra zona la maggioranza di Artegna (PD), viene considerata da chi riporta notizie il 100% del nostro consiglio. Quando si nomina Artegna sull'argomento U.T.I. si parla solo di voto favorevole del consiglio dando questa sensazione di unanimità e di poca discussione in merito. Avete comunque l'opportunità di leggere il nostro completo intervento riguardo all'argomento in cui ci siamo espressi contrariamente. 


Immagine1



 Artegna, 15-10-2015

Nel preannunciare il voto contrario da parte del nostro gruppo allo statuto della nuova Uti del Gemonese abbiamo preparato questo documento illustrante il nostro pensiero in merito all’argomento che depositeremo agli atti di questo consiglio.
Lo statuto dell’Uti del Gemonese viene proposto in conseguenza alla legge regionale nr. 26 del 12 dicembre del 2014 meglio conosciuta come Riordino del Sistema delle Autonomie Locali nel Friuli Venezia Giulia.
Una legge, o meglio una riforma, che ad oggi non ha avuto un percorso ne facile ne condiviso. Calata dall’alto, questa legge dovrà a breve fare i conti con il ricorso presentato al Tribunale Amministrativo da una sessantina di sindaci.
L’Assessore Regionale alle Autonimie Locali Panontin, spesso ha sostenuto che questi Sindaci hanno una posizione contraria per una scelta politica contro il governo Serracchiani, dimenticando il disagio diffuso che questa legge ha provocato in senso trasversale coinvolgendo anche alcuni sindaci o amministratori di centro-sinistra (non ultimo il comune di S. Daniele). Va detto che, come per la Riforma Sanitaria anche quella sugli Enti Locali nasce principalmente con tecnici e idee non provenienti dal Friuli e poco coscienti del territorio della nostra Regione e delle problematiche ad essa annesse.
Anche per questo riteniamo che in merito alla riforma sia stato completamente calpestato il principio di Autonomia che per la nostra Regione dovrebbe rappresentare il tema centrale.   
La conseguenza di questo riordino è che le Unioni Territoriali Intercomunali UTI sono destinate a diventare dei “supercomuni” di dimensioni smisurate causando inevitabilmente  la sparizione del riferimento di prossimità  fra i comuni ed i cittadini, in quanto le distanze territoriali fra periferie e capoluoghi nei nuovi ambiti in alcuni casi superano anche i 50km. Oltre a ciò viene archiviato un principio sacrosanto della democrazia diretta poiché i “supersindaci” (cioè i Presidenti delle Uti) saranno scelti non dai cittadini ma il più delle volte dalle segreterie politiche. Nel contempo la legge prevede di istituire le UTI, 18 in tutto, a scapito dell’abolizione delle 4 province presentando davvero un bel esempio di semplificazione.
Va inoltre sottolineato come le minoranze non siano assolutamente rappresentate nei nuovi organi.
Al centro di questa riforma ci doveva essere l’obiettivo di ottimizzare i servizi al cittadino producendo risparmi e ottimizzazioni di scala , cose che molti comuni già fanno e che potevano essere raggiunte secondo noi stimolando ed incentivando con convinzione le unioni di servizi. Non sarebbero serviti in questo caso i “supersindaci” ed i 18 direttori generali che a breve verranno nominati e profumatamente stipendiati per la gestione delle Unioni.   
Tale meccanismo si sarebbe rivelato importante pensando ad una prospettiva, scelta democraticamente dai cittadini, che potesse portare con coraggio alla fusione dei comuni che gradualmente dovrebbero, secondo le caratteristiche della nostra regione, entro una decina d’anni non essere inferiori almeno ai 5-7000-10000 abitanti.
Il nostro comune come ben sappiamo era stato inserito in un’Uti che partiva proprio da Artegna fino ad arrivare a Tarvisio; unitile ripetersi sulla disomogeneità riguardante quel territorio. In conseguenza a ciò l’intero consiglio si era espresso inviando alla Regione una proposta che includesse il Gemonese assieme alla zona collinare ed al tarcentino. Ma anche in questo caso siamo rimasti inascoltati in quanto non era possibile unirsi al territorio del tarcentino perché le UTI devono, per legge, tenere conto dei confini della riforma sanitaria che vede il Gemonese ed il Tarcentino collocati AAS (Aziende per l’assistenza sanitaria) diverse.  Tra l’altro Artegna da molti anni ha già condiviso servizi con il comune di Magnano in Riviera per caratteristiche molto simile al nostro. Ed in merito il nostro gruppo da sempre ha proposto di intensificare i rapporti con il Comune di Magnano visto come naturale possibilità di sviluppo  del territorio ed accorpamento. Per ciò che riguarda Comunità Collinare ufficialmente i comuni appartenenti ad essa hanno rifiutato la nostra proposta e la Regione ne ha semplicemente preso atto. Strano caso questo e contraddizione del governo regionale che manda i commissari sostituendosi ai sindaci eletti democraticamente in alcuni casi, mentre non fa nulla in altri casi come questo, non accettando le proposte di unire perlomeno nei servizi territori omogenei.
Il risultato di tutto ciò è stato il compromesso dell’Unione Intercomunale del Gemonese, attualmente commissariata, formata da sei comuni (Artegna, Gemona del Friuli, Venzone, Bordano Trasaghis e Montenars)  per un totale di circa 20.000 di cui la sola Gemona ne fa più di 11.100.  Una Uti povera che si presenta anche priva di una zona di sviluppo industriale.
Sullo Statuto va detto che di fondamentale importanza ci sono gli articoli 4, 5 e 6 in cui vengono specificate le funzioni Esercitate dalle Unioni e le funzioni Esercitate per conto dei comuni; articoli questi che sminuiscono pesantemente le funzioni esercitate dagli attuali consigli comunali. E’ evidente che, viste le dimensioni dell’Uti per tutto ciò che riguarda programmazione, la gestione del personale e dei servizi in genere, un ruolo fondamentale dovrà essere esercitato e spetterà di diritto al Comune di Gemona.
In prospettiva, preoccupante e quanto mai inopportuno ciò che è previsto all’articolo 32 comma 2 ovvero che: “I Comuni con popolazione superiore ai 3000 abitanti possono recedere dall’Unione dopo dieci anni dall’adesione con deliberazione approvata a maggioranza assoluta dal Consiglio comunale”. Ciò significa che tra 10 anni il comune di Gemona, unico comune della nostra Uti con più 3000 abitanti può uscire eliminando praticamente l’Uti stessa.   

Un’ultima riflessione ci venga concessa riguardo all’utilizzo dei commissari. Tale forzatura infatti sta iniziando a rivelarsi davvero singolare e poco rispettosa. Solitamente i commissari  nei comuni si mandano per gravi motivi tipo lo scioglimento dei consigli comunali per mafia, oppure quando un Sindaco si dimette o viene sfiduciato. Nelle nostra Regione invece si mandano a sostituire i sindaci eletti democraticamente ma che si dichiarano assieme ai loro consigli altrettanto democraticamente contrari a questa riforma. Tutto ciò ci sembra totalmente irrispettoso verso amministratori che gestiscono egregiamente il proprio territorio assumendosi talvolta responsabilità elevatissime pur di mantenere saldo l’ultimo filo di democrazia diretta rimasto in essere.  

venerdì 23 ottobre 2015

La Consulta Giovanile si farà! 

Nell’ultimo numero dell’InformArtegna vi avevamo comunicato l’avvenuto deposito della nostra proposta completa di una bozza di regolamento per istituire la Consulta Giovanile. In merito c’è stata una buona collaborazione e scambio di idee con l’Assessorato alle Politiche Giovanili ed i Consiglieri Comunali i quali hanno accolto favorevolmente la proposta. Abbiamo rivisto assieme il regolamento che porteremo per approvazione nel prossimo consiglio comunale e, se non ci saranno intoppi, entro il mese di novembre sarà istituito il nuovo organo. Facciamo appello fin d’ora a tutti i giovani dai 14 ai 22 anni perché colgano l’opportunità, prima partecipando alla presentazione del progetto e poi facendosi coinvolgere attivamente nella Consulta. Per quanto ci riguarda, accogliamo con soddisfazione il fatto che la nostra proposta sia stata accolta e ringraziamo la Maggioranza, convinti che la consulta potrà essere veramente un veicolo di accrescimento. Sul bilancio preventivo 2015 abbiamo proposto un emendamento con l’obbiettivo di eliminare la Tasi, prevedendo il passaggio dell’addizionale Irpef da aliquota unica ad aliquote a scaglioni di reddito. La proposta, pur corretta nei numeri, è stata bocciata dalla Maggioranza, ma siamo fiduciosi che il calcolo fatto dal nostro gruppo, salvaguardando i redditi più bassi ed allo stesso tempo alleggerendo le Tasse sulle proprietà, sarà sicuramente utile per ragionamenti futuri. Preoccupante lo sviluppo della riforma degli Enti Locali con le ormai famose UTI; l’argomento andrebbe trattato approfonditamente ma visto il poco spazio sintetizzeremo il nostro pensiero. Facendo un passo indietro va ricordato come tutto il consiglio comunale di Artegna aveva votato una proposta inviata in Regione affinché il Gemonese venisse inserito nel contesto Collinare e/o Tarcentino. La Regione non ha preso in considerazione la proposta. L’UTI in cui Artegna è collocata assieme a Gemona, Venzone, Bordano, Trasaghis e Montenars, si presenta povera, isolata, priva di una zona di sviluppo industriale; il CIPAF infatti si trova ad Osoppo inserito nell’UTI Collinare! Ad aggravare il tutto c’è l’assai poco piacevole situazione conflittuale venuta a crearsi tra i Sindaci di Artegna e di Gemona. Artegna, come in precedenza sulla Riforma Sanitaria, favorevole su quanto fa la Regione mentre Gemona in contrasto su entrambe le riforme. Che sia una questione politica? Secondo noi si! C’è chi fa politica a favore del proprio partito, qualsiasi cosa esso faccia e c’è chi fa politica a favore del proprio territorio. Lasciamo a voi capire chi fa l’una o l’altra cosa, rimanendo a disposizione per i chiarimenti che l’argomento richiede. Auguriamoci che questo dualismo finisca presto altrimenti a farne le spese sarà ancora una volta un territorio pedemontano già debole.  
Il Capogruppo Alessandro Marangoni    

mercoledì 22 luglio 2015

Da InformArtegna

Gruppo Consigliare : ARTIGNE IN COMUN

Come avevamo dichiarato durante il discorso di insediamento di questo consiglio il ruolo che ci spetta durante il quinquennio in corso è quello di opposizione. Questo significa, come dicemmo allora, verifica e controllo nei confronti di chi governa ed allo stesso tempo cercare di far applicare il più possibile ciò che era previsto nel nostro programma elettorale. A poco più di un anno dalle elezioni è giunto il momento per “Artigne in Comùn” di fare un bilancio su quanto fatto e soprattutto di programmare quanto si può fare in futuro per far crescere la nostra Comunità. In questo periodo infatti non sono mancate le nostre osservazioni critiche nei confronti della maggioranza soprattutto per ciò che riguarda la gestione economica. È sicuramente vero che le normative nazionali hanno costretto i comuni ad aumentare i tributi locali, ad Artegna passati nel giro di 2 anni da 847.000€ a 1.035.000€. Ma ciò che non ci ha conviti è stato sia il metodo di applicazione delle imposte che ha colpito in maniera pesante le proprietà, sia l’approssimazione e la fretta con cui sono state prese le decisioni di bilancio dell’anno appena passato, generando confusione e finendo per stravolgere gli schemi di bilancio iniziali. Il bilancio consuntivo 2014 ci indica come l’ente abbia, sempre di più, assoluto bisogno di una attenta programmazione per la revisione delle spese. Ma come detto abbiamo presentato anche proposte, ad esempio sulla viabilità, come nel caso del bivio via Villa - via Luigi Menis (l’intervento ora eseguito è quasi totalmente in linea con quanto da noi proposto) e messa in sicurezza dell’incrocio via Guarnerio-via Sottocastello sulla quale attendiamo ancora delle risposte. Ora però ci sembra il momento giusto per iniziare a mettere a frutto ciò che è il principio fondante del nostro gruppo ovvero la partecipazione dei cittadino alla vita Amministrativa. Vorremmo iniziare dai giovani con un programma ambizioso che prevede, in continuità con il consiglio comunale dei ragazzi già esistente, la proposta di istituire la Consulta Giovanile che coinvolga i giovani dai 14 ai 25 anni. Si tratta di un approccio coinvolgente, una sorta di osservatorio per guardare il nostro paese con i loro occhi. Vorremmo coinvolgere i ragazzi per migliorare assieme a loro le strutture ed i servizi della comunità ed anche per dare loro un’opportunità di coinvolgimento e di crescita. Abbiamo consegnato la nostra proposta assieme ad una bozza di regolamento che ci auguriamo di condividere con tutto il consiglio comunale al più presto. Il nostro obbiettivo è quello di attivare la Consulta Giovanile nell’anno in corso e per fare ciò ci sarà sicuramente bisogno della collaborazione da parte di tutti. Seguiranno altri progetti! Un saluto e l’augurio di una buona estate a tutti!            

Il Capogruppo Alessandro Marangoni      

EMENDAMENTO AL BILANCIO DI PREVISIONE 2015


Relazione sul bilancio di previsione 2015 del gruppo Artigne in Comùn

Relazione sul bilancio di previsione 2015 

Immagine1Artegna 16-07-2015


Ancora una volta ci ritroviamo a dover discutere il bilancio preventivo del comune ad estate inoltrata; sembrano ormai tristemente lontani i tempi in cui i bilanci si approvavano tra i mesi di gennaio e febbraio. Siamo consapevoli che le principali responsabilità di tutto ciò sono senz’altro da attribuire agli enti che stanno al di sopra dei comuni con particolare riferimento al governo Nazionale.
La morsa del patto di stabilità tiene ferme molte opere pubbliche e di conseguenza rappresenta un vero e proprio freno verso una ripresa che ormai sarebbe davvero auspicabile.
Anche quest’anno la tendenza del bilancio è rappresentata da un aumento delle entrate tributarie (IMU, IRPEF, TARI, Tasi ecc..) il cui totale compreso nel titolo I in previsione è 1.141.556,00€ (nel 2014 1.067.016,00€) a fronte di una diminuzione complessiva dei trasferimenti da Stato, Regione e altri enti passate da 1.648.000,00€ a 1.571.000€ ( -77.000€ circa).
Se poco o nulla possiamo dire sui motivi di questa tendenza all’aumento dei tributi locali causati dalla normative Nazionali, ci sentiamo di non condividere il metodo di distribuzione della parte tributaria verso la popolazione sempre penalizzante nei riguardi delle proprietà. Le proprietà vengono tassate sull’Imu (ora anche sui terreni agricoli), in proporzione sulla Tari e per finire sulla Tasi; per questo abbiamo proposto un emendamento con lo scopo di diminuire sensibilmente ed in prospettiva eliminare almeno la Tasi (che pesa sulle proprietà) introducendo l’addizionale Irpef con 4 aliquote suddivise per scaglioni di reddito:
- da 0 a 15.000,00€ aliquota 0,65%;
-da 15.000,01€ a 26.000,00€ aliquota 0,72%;
-da 26.000,01€ a 55.000,00€ aliquota 0,77%;
-da 55.000,01€ a 999.999.999,00€ aliquota 0,80%;
Dagli ultimi dati disponibili sul sito del Ministero delle Finanze riferiti all’Irpef 2013 (dichiarazioni 2014) le 4 aliquote produrrebbero per il nostro bilancio un’entrata di circa 310.000,00€ ( previsione cautelativa in quanto l’irpef 2015 sarà sicuramente più alta) e consentirebbero da subito il quasi azzeramento della Tasi.
Al momento in cui stiamo scrivendo questo documento non sappiamo se la nostra proposta verrà accettata; d’altronde viviamo in momento in cui la burocrazia è quasi totalmente padrona del sistema e di conseguenza proposte come questa  è più facile fermarle per non rifare tutto! In ogni caso i calcoli fatti serviranno a tutto il consiglio per fare una riflessione futura sui metodi tributari che potrebbero, ci auguriamo, essere adottati in futuro, garantendo secondo noi più equità.
Tra le uscite quest’anno si registra in previsione:
- una positiva diminuzione delle spese dell’illuminazione pubblica (grazie all’installazione dei punti luce led); diminuzione in questo caso cautelativa in quanto è auspicabile per il futuro attendersi un calo di ben oltre il 50%;
-il risparmio di 9600,00€ dovuti al mancato affitto di casa Comini sostituita dal nuovo centro polifunzionale; esso rappresenta una nuova sfida per Artegna, ci auguriamo possa essere avviato al meglio e siamo consapevoli che perché ciò avvenga l’Amministrazione ha un ruolo fondamentale;
-la conferma dei capitoli sportivi e culturali.
Piccola parentesi sul castello che sta funzionando bene ma che va assolutamente messo in rete all’interno di un percorso turistico e di sviluppo adeguato.
Segnali negativi arrivano dal trasferimento confermato alla Regione di 209.000€ relativi all’extragettito IMU e dell’Imu sui terreni agricoli 84.540,00€.
Nel corso dell’annata sarà inoltre importante capire che effetti avrà per il bilancio futuro la nuova UTI in cui Artegna è stata collocata, soprattutto per quanto riguarda la programmazione e la gestione all’interno dell’ente con particolare riferimento al personale e ad un piano territoriale di sviluppo in grado di unire i vari comuni del comprensorio con l’obbiettivo di fare crescere il territorio.
Il livello di indebitamento del comune, visti i mutui accesi per le varie opere, non consentirà grandi ragionamenti su eventuali nuove opere se non già finanziate. In ogni caso durante quest’anno andranno programmate al meglio le manutenzioni delle viabilità più bisognose ed in tal senso a breve presenteremo le nostre proposte.
                                                                                         Il   Capogruppo
Alessandro Marangoni