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martedì 17 gennaio 2017

1° Riunione 2017

ANNO NUOVO * AVANTI TUTTA

16 gennaio 2017 prima riunione dell'anno per il Gruppo 
Artigne in Comùn. 
Nella serata si sono programmate le attività di massima per l'anno appena iniziato e analizzato strategie politiche per il futuro. 

Grande è stata la partecipazione dei componenti il gruppo che hanno proposto idee innovative atte a rendere Artegna un paese vivo e pronto ad affrontare nuove iniziative per un giusto ricollocamento nel contesto territoriale a cui appartiene.

lunedì 5 dicembre 2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE

GRAZIE ARTEGNA!

 

Accogliamo con soddisfazione i primi due dati che emergono da questo referendum che sono senza dubbio quello dell’affluenza ed il risultato finale.
Ad Artegna l’affluenza si è attestata al 76,24% ed il risultato è stato chiaro ed inequivocabile: 1118 arteniesi si sono espressi per il NO con una percentuale pari al 62,25% mentre i SI sono fermati a 678 con la percentuale di 37,75%.
Come gruppo di Artigne in Comùn ci eravamo schierati apertamente per il NO spiegando tutte le nostre motivazioni attraverso la lettera pubblicata sul nostro blog e divulgata sia sui social sia in forma cartacea.
Ringraziamo gli arteniesi per aver accolto l’appello al voto, anche attraverso la loro partecipazione come quella di milioni di italiani, la democrazia oggi può trionfare.
Un commento più approfondito sul voto e sugli scenari regionali e locali seguirà nei prossimi giorni.

giovedì 1 dicembre 2016

RISTRUTTURAZIONE DEL POLIAMBULATORIO




Il GRUPPO DI OPPOSIZIONE ARTIGNE IN COMUN È CONTRARIO alla scelta dell’amministrazione comunale di Artegna di procedere con il progetto di RISTRUTTURAZIONE DEL POLIAMBULATORIO.



Da tempo abbiamo contestato questa scelta di ristrutturare un edificio molto vecchio.



In merito NON SIAMO MAI STATI ASCOLTATI, la maggioranza ha rifiutato ogni tipo di confronto ed ha già provveduto a commissionare ad un professionista esterno un progetto preliminare, COSTATO AI CITTADINI DI ARTEGNA 11.000€ circa, nel quale si prevede la realizzazione all’interno dei locali anche di un auditorium!



Ciò che più ci disturba è che SOLO ORA, A DECISIONI GIÁ PRESE, l’amministrazione convochi un incontro pubblico per presentare il PROGETTO DELL’OPERA IL CUI COSTO STIMATO È DI 1.440.000€ CIRCA.



In questo incontro pubblico informativo del Sindaco e della sua Giunta,
Vi informano su ciò che hanno già DECISO!



A nostro parere, i cittadini vanno informati ed ascoltati PRIMA di approvare tali decisioni E NON A COSE FATTE, visti soprattutto i costi preventivati e quelli non programmati per la realizzazione dell’opera.





 Il gruppo Artigne in Comùn con i consiglieri




Alessandro Marangoni              Giovanni Mitri          Claudia Errico

giovedì 24 novembre 2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE



Siamo profondamente convinti che in un paese moderno il processo riformatore non debba mai fermarsi. Le riforme spesso vengono invocate da tutti, dai giovani agli anziani, perché c'è la convinzione che riformare sia sinonimo di migliorare! Così dovrebbe essere ma purtroppo spesso vediamo che questo percorso incontra ostacoli enormi, a volte talmente grandi da far prendere alle auspicate modifiche delle strade ripide e tortuose che portano a perdere completamente gli obbiettivi prefissati. Obbiettivi che spesso rappresentano il punto centrale di tutti i politici ma che poi, per ragioni di vario genere, vengono abbandonati e sostituiti da altri più convenienti o imposti.
Per quanto riguarda la riforma costituzionale, che più correttamente andrebbe definita legge Renzi-Boschi, sentiamo e vediamo da tempo degli slogan di ogni tipo. Televisioni e giornali hanno fatto dell’argomento un loro costante tema da trattare. Va detto che a livello di mass-media c’è uno sbilanciamento esagerato; il fronte dei SI forte del governo centrale ha catalizzato le principali TV ed anche gran parte della carta stampata peraltro già sbilanciata in maniera considerevole verso il Partito Democratico.
Sentiamo quotidianamente slogan del tipo:
-se non si cambia ora passeranno altri trent’anni;
-ridurremo i costi della politica;
-le regioni sono sprecone e non servono.
Sentendo queste cose in molti potrebbero venire fuorviati ed indotti a sostenere questa legge.
Tanti slogan e poca, vera informazione sui contenuti della legge. Se andiamo nel merito, invece, ci troviamo davanti ad un quadro ben diverso. Su questo foglio non vogliamo spiegare tutto nel dettaglio: d’altronde, chi ha scritto la legge, è stato ben attento ad una abitudine tipica italiana e cioè: scrivere tutto e il contrario di tutto lasciando molto spesso spazio a quella interpretabilità che in una costituzione non dovrebbe esistere. Anche se la tecnica confusionaria è stata intelligentemente utilizzata dai “legiferai”, ci sono alcuni punti in cui nascono delle falle madornali. Per esempio: si dice, con gli slogan, che si abolisce il bicameralismo perfetto riducendo il Senato ad una semplice camera per le regioni ma non è così! In realtà la legge prevede che ci sia un Senato che sarà formato da nominati tra Presidenti delle Regioni ed un non precisato numero di Sindaci non si sa bene di quali città…. ci viene da dire sicuramente non Udine, Pordenone o Gorizia… sarà forse Trieste? sicuramente non sarà un piccolo comune…
Si dice anche, sempre con slogan, che l’iter di approvazione delle leggi sarà più snello, proprio perché verranno approvate da una camera sola, la Camera dei Deputati. Peccato però, che secondo la riforma, le leggi potranno essere esaminate dal Senato su richiesta, dove un gruppo di nominati le giudicherà e le voterà. E allora è più corretto dire che viene abolito il bicameralismo perfetto per crearne uno imperfetto che sarà il paradiso dei nominati. Figuriamoci poi che posti ci saranno all’interno del Senato per il nostro Friuli e per le nostre realtà locali. Secondo l’Italicum, la legge elettorale abbinata alla riforma e sulla quale voteremo il 4 dicembre, al Friuli Venezia Giulia spettano 2 senatori. A titolo esemplificativo, le Province autonome di Trento e Bolzano, ne hanno invece due ciascuno.
Quando negli slogan per il si, si dice che le Regioni sono sprecone, non si dice invece che la legge di riforma prevede la notevole riduzione delle competenze legislative delle regioni. Tanto per fare un esempio pratico, queste non avranno più competenza in materia di Turismo perché verrà gestito direttamente dallo Stato. Ve la immaginate la spartizione delle risorse in materia turistica, ma non solo, con un Parlamento del genere?
Questo Senato così previsto nella riforma basterebbe già per smontare le argomentazioni a favore dell’intero pacchetto di modifiche.
Ma ci sono altre cose interessanti, perché la riduzione di delle funzioni alle Regioni non prevede riduzione dei costi della politica, ma invece si pone come unico scopo l’accentramento del potere, togliendo sempre di più la capacità decisionale alle realtà locali ed alle autonomie in genere. Quanto ai costi della politica non si intravvede alcun reale beneficio ad eccezion fatta per un po’ Senatori in meno.
Ma torniamo all’accentramento del potere: noi in Friuli lo stiamo già provando con le nuove Uti che escludono dalla partecipazione attiva tutte le minoranze dei consigli comunali democraticamente eletti. Si sta arrivando con una rapidità inaudita e pericolosa alla perdita da parte dei cittadini di un diritto sacrosanto e cioè quello di scegliere chi li rappresenta. Siamo infatti entrati in una fase totalmente accentratrice, con l’avvallo dell’Europa che detta i tempi al Governo Italiano.
La continua ricerca di eliminare le autonomie locali e gli amministratori locali, è la strada che Renzi ed i suoi hanno intrapreso e che stanno cercando di percorrere con questa riforma. Dobbiamo tutti ricordarci che man mano che si eliminano le autonomie, si elimina un pezzo di democrazia che sarà molto difficile recuperare.
Il nostro gruppo Artigne in Comùn, il cui valore centrale è la partecipazione del cittadino alla vita amministrativa, non può non sensibilizzarvi di fronte a questo tentativo neocentrista ed al pericolo che con questo passaggio vengano a mancare i principi di democrazia che un paese moderno deve avere.




Per questo il 4 dicembre vi chiediamo di andare a votare e votare NO!
Per le riforme ben fatte ci sarà sempre tempo!